Molti farmaci che adesso si trovano ai primi posti della classifica di vendite tra pochi anni perderanno i lori brevetti. I generici assorbono già il 30% della spesa di medicinali e il 50% dei consumi (DDD).
Ogni anno lo spazio che occupano i farmaci generici sul mercato italiano continua a crescere come dimostra il rapporto presentato dall’Osmed per l’anno 2010 che presenta una crescita del 3% rispetto al 2009 solo nei primi 9 mesi del’anno.
D’accordo con la tabella presentata nel rapporto, dei primi trenta principi attivi di classe A almeno dodici molecole hanno perso il brevetto tra gli anni 2009 e 2010 e tanti altri tanto lo perderanno prima del 2013.
Le prime tre in classifica sono: l’atorvastatina che perderà il brevetto quest’anno (nei primi 9 mesi del 2010 ha prodotto una spesa di 399 milioni di €), la rosuvastatina che lo perderà nel 2012, (nello steso periodo ha generato una spesa di 232 millioni di €) e l’abbinata che lo perderà nel 2013 (spesa di 227 milioni di €).
Se a questi dati aggiungiamo altri principi attivi che hanno generato una spesa superiore ai 100 milioni di € e che tra poco vedranno scadere il loro brevetto si può parlare davvero di un importante risparmio. Alcuni esempi sarebbero: l’esomeprazolo (scaduto nel 2010; spesa di 187 milioni di €), il valsartan+idroclorotiazide (scade quest’anno; spesa di 164 milioni di €), l’irbesartan+ idroclorotiazide (scade nel 2013; spesa di 136 milioni di €), il pantoprazolo (scaduto nel 2010, 128 milioni di €), la levofloxacina (scade nel 2011, 114 milioni di €).
Bisogna anche segnalare che nel 2013 uno dei farmaci tra i più consumati al mondo perderà il suo brevetto, parliamo del sildenafil citrato, meglio conosciuto come Viagra. Il consumo di generici continua ad aumentare e si prevede che le cifre abbiano un vero e proprio boom nei prossimi anni.

