I farmaci equivalenti sono dei farmaci che contengono lo stesso principio attivo dei farmaci di marca per i quali sia scaduto il brevetto. La definizione ‘equivalente’ sta ad indicare il fatto che tali farmaci sono perfettamente sovrapponibili con i farmaci brevettati e, ovviamente, devono soddisfare gli stessi criteri di qualità, efficacia e sicurezza dei medicinali di riferimento. Tali farmaci vengono generalmente commercializzati con il nome del loro principio attivo, e si possono rendere disponibili sul mercato nel momento in cui scade il brevetto di una industria.
Va detto e sottolineato che il minor prezzo di un farmaco generico non significa assolutamente tale prodotto abbia una qualità inferiore rispetto al farmaco di riferimento: il minor prezzo deriva dal fatto che la società che produce il farmaco equivalente, non avendo dovuto affrontare gli alti costi di ricerca che sono sempre associati alla scoperta di un principio attivo, ha chiaramente dei costi di produzione più bassi. Inoltre non si devono neanche affrontare i costi relativi agli studi di sicurezza ed efficacia. Questo è un fatto su cui generalmente c’ è molta confusione e cha vale la pena di chiarire. Stessa qualità ad un prezzo inferiore!
Va chiarito che lo Stato incentiva la scambiabilità tra il medicinale brand e quello di marca dal momento che, dopo la scadenza della copertura del brevetto, rimborsa al farmacista il prezzo del prodotto equivalente e non quello del prodotto di marca. Naturalmente questo non vale nel caso in cui il medico affermi chiaramente nella ricetta che in un certo caso il prodotto di marca non può essere scambiato con il prodotto equivalente. In questo caso il fruitore dovrà accollarsi la parte eccedente di quanto rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale.
Tali farmaci possono essere commercializzati liberamente oppure possono essere disponibili su ricetta esattamente come accade per i farmaci brevettati. Va inoltre detto che tali farmaci sono soggetti alle stesse norme di approvazione vigenti per i farmaci di marca e devono essere approvati dall’ AIFA, Agenzia Italiana del Farmaco, e possono essere autorizzati all’ immissione in commercio AIC a patto che esista un medicinale originatore di riferimento che sia stato approvato da una autorità competente dell’ Unione Europea e a condizione che il produttore dimostri che il medicinale generico sia bioequivalente a quello di riferimento.
I farmaci generici garantiscono un risparmio medio del 50% ed in ogni caso non meno del 20%, e si può sicuramente osservare che tali farmaci possono coprire un’ ampia gamma di patologie siano esse acute o croniche.
Un fatto che lascia perplessi è la minore percentuale cha ha da noi il farmaco generico rispetto a quello di marca. In Italia i farmaci equivalenti sono solo il 12% dei farmaci venduti, mentre la media di tali farmaci nell’ Unione Europea è del 50 %.
Questo è evidentemente dovuto ad una certa arretratezza culturale del nostro Paese!
Questo evidenzia la strada che dobbiamo percorrere per colmare il gap nel settore farmaceutico con i due principali mercati: il mercato americano e quello europeo.
